RITE - Responsibility In Technological Ecosystem
RITE - Responsibility In Technological Ecosystem
Studio finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU
BANDO PRIN 2022 – M4 C2, Investimento 1.1 – prot. n. 20228K2MT4
CUP: F53D23003350006
La disciplina della responsabilità del produttore, a livello europeo, è stata tradizionalmente regolata dalla direttiva 85/374/CEE del 1985, che ha introdotto un regime volto a garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, assicurando al tempo stesso un equilibrio tra sicurezza dei prodotti, innovazione tecnologica e concorrenza nel mercato interno.
Negli ultimi decenni, tuttavia, lo sviluppo dell’economia digitale e delle tecnologie avanzate – come i sistemi di intelligenza artificiale – ha profondamente modificato sia la natura dei prodotti immessi sul mercato sia la struttura delle catene di distribuzione. Alla luce di queste trasformazioni, si è aperto un dibattito sull’adeguatezza del quadro normativo esistente, che ha recentemente condotto all’adozione, nel 2024, di una nuova direttiva europea sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi.
In questo contesto, il progetto RITE analizza le principali sfide poste dalle tecnologie emergenti e dalle nuove forme di circolazione dei prodotti, con l’obiettivo di contribuire alla riflessione sul futuro della responsabilità civile nell’economia digitale.
Unità di ricerca:
- Università di Pavia, Prof. Nicola Rizzo (Principal Investigator)
- Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Prof. Andrea Bertolini (Unità locale)
Sulla base di una valutazione critica del quadro normativo europeo in materia di responsabilità da prodotto difettoso, l’obiettivo del progetto RITE consiste nella definizione di nuovi criteri e nella costruzione di strumenti avanzati idonei a consentire alla disciplina della responsabilità del produttore, nel contesto europeo, di far fronte alle sfide derivanti dalla moderna economia dei servizi e dalle tecnologie avanzate emergenti.
I nuovi fattori di danno e i nuovi soggetti responsabili costituiscono le due direttrici fondamentali del progetto, secondo un metodo di analisi bifronte: da un lato, teorico – in prospettiva europea e comparata, all’intersezione tra diritto ed economia – e, dall’altro, tecnico, fondato sulla comprensione delle questioni rilevanti dal punto di vista dell’ingegneria e dell’informatica.
Il progetto RITE intende muovere dalla verifica se la funzione della Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, quale emergente dai relativi considerando, sia stata o meno effettivamente realizzata. A tal fine, si considerano dati empirici ricavati sia dalla giurisprudenza sia dal dibattito dottrinale, per indagare la rilevanza e l’agevole applicazione di nozioni quali “prodotto” e “difetto”. Si affrontano, altresì, le questioni probatorie concernenti l’accertamento del nesso causale e l’operatività delle cause di esonero previste dalla direttiva.
Parallelamente, si esaminano i settori della robotica e dell’intelligenza artificiale, al fine di stabilire se essi siano effettivamente in grado di individuare elementi comuni a un ampio spettro di applicazioni, dotate o meno di una dimensione fisica.
Tenuto conto delle interferenze con la Direttiva E-commerce e con il Digital Services Act, il progetto RITE intende prendere in esame altresì il ruolo degli intermediari, in particolare delle piattaforme, nell’ambito dell’economia dei servizi, nonché l’effettività della tutela del consumatore.
In una prospettiva (de iure) condendo, il progetto RITE vuole elaborare proposte per rispondere in modo adeguato alle principali criticità – quali la sicurezza, l’adeguata riparazione dei danni, la concorrenza leale e la promozione dell’innovazione – tenendo conto degli attuali interventi dell’Unione europea.
A fronte dei prospettati obiettivi di ricerca, tra i risultati attesi rientrano una valutazione sistematica dei principali limiti dell’attuale disciplina europea della responsabilità da prodotto, l’individuazione di criteri giuridicamente rilevanti per l’analisi delle applicazioni di robotica e intelligenza artificiale e una ricostruzione del ruolo e delle possibili responsabilità degli intermediari digitali nella circolazione dei prodotti, anche al fine di formulare proposte utili al dibattito accademico e alle future iniziative di policy a livello europeo.